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Architettura Razionalista a Ostia

Architettura Razionalista a Ostia
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Il nostro itinerario, che si svolge interamente nel settore di levante di Ostia Lido, può avere inizio all’incrocio tra viale Paolo Orlando e viale della Vittoria, dove ai lati del cavalcavia che scavalca la linea ferroviaria si trovano le due palazzine gemelle realizzate da Adalberto Libera tra il 1933 e il 1935.

Di fronte si erge la mole del serbatoio idrico, costruito nel 1933 dall’Ufficio Tecnico del Governatorato.

Il serbatoio, la cui capacità era di 1000 mc, in caso di necessità era in grado di fornire acqua per 24 ore a tutte le utenze di Ostia Lido. Il manufatto è stato progettato prestando un’attenzione particolare agli aspetti architettonici, anche perché i suoi autori hanno dovuto tenere conto delle caratteristiche dell’area, in origine destinata a villini signorili e ricca di costruzioni di notevole pregio estetico. Il volume cilindrico era caratterizzato dal contrasto tra i pieni del contenitore posto sulla sommità e del basamento rivestito in travertino e il vuoto della parte centrale, traforata da archi e scandita dalla maglia strutturale composta dai montanti verticali in cemento armato che proseguivano fino a terra. Purtroppo oggi la facies originaria si è persa perché la nuova destinazione d’uso del serbatoio a uffici dell’ACEA ha comportato la tamponatura con mattoni della sua sezione mediana.   

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VisitOstia, il serbatoio idrico e le palazzine di Adalberto Libera (anni '30)

Il serbatoio idrico in un panorama di Ostia degli anni ’30. Sulla destra le palazzine di A. Libera

Proseguendo in direzione del lungomare, nel tratto finale del viale della Vittoria si possono osservare alcuni edifici che, insieme alle altre fabbriche coeve, compongono un palinsesto urbano coerente e ricco di costruzioni ispirate ai nuovi canoni dell’architettura razionalista.

Al termine della strada si giunge in piazzale Magellano, dove la via litoranea si sdoppia nel lungomare vero e proprio e in una strada più interna. I due tracciati sono separati da spazi liberi sistemati a giardino. Girando a sinistra sul controviale, all’incrocio con via San Fiorenzo si incontra l’estremità di ponente di un isolato trapezoidale dove si possono ammirare due tra le più famose architetture razionaliste italiane, i villini “tipo A” e “tipo B” di Adalberto Libera.

Si attraversa il lungomare e si incontra il fabbricato d’ingresso dello stabilimento Duilio (oggi Capanno). Da qui si prosegue per circa quattrocento metri e si giunge allo stabilimento Plinius, di fronte al quale si ergono tre fabbricati, realizzati nel 1932 dall’architetto Italo Mancini.

Si ritorna indietro attraversando piazza Sirio, dove affacciano alcuni interessanti esempi dell’architettura ostiense degli anni ’30 (tra questi la casa unifamiliare progettata nel 1934 da Duilio Del Monte, oggi Hotel La Riva) e si raggiunge via Capo Corso; lungo la strada si può osservare da vicino il prospetto posteriore del villino tipo “B” di Adalberto Libera.

Si giunge quindi in via Rodolfo Grimaldi Casta, sul cui lato interno affaccia un complesso di tre villini della Società Immobiliare Tirrena, costruito tra il 1935 e il 1937 su progetto di Umberto Crova.

All’incrocio con viale della Vittoria si gira a destra raggiungendo in pochi minuti il punto di partenza del nostro itinerario.

VisitOstia - palazzina in Piazza Sirio (oggi Hotel "La Riva")

D. Del Monte, casa in piazza Sirio, 1934

VisitOstia, palazzine in Via Rodolfo Grimaldi Casta

U. Crova, complesso in via R. Grimaldi Casta, 1937

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